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7月23日 Star Trek - Una vita per ricominciare
“Spazio, ultima frontiera. Questi sono i viaggi della nave stellare Enterprise…” Con questa celebre frase si apre la sigla di Star Trek: The next generation, ovvero il mio telefilm di fantascienza preferito. In tutti questi mesi non ne ho mai parlato, e se lo faccio adesso è perché ieri ho visto un episodio che mi ha particolarmente colpito. Prima di parlarne, però, mi sembra giusto aprire una breve parentesi sulla storia del telefilm di fantascienza più visto e conosciuto al mondo. Star Trek è una serie nata nel 1966 dalla mente di Gene Roddenberry, e che si è conclusa nel 1969 a causa degli ascolti troppo bassi, dopo sole tre stagioni televisive. La fantascienza in quegli anni era piuttosto snobbata dalle produzioni televisive e cinematografiche, come anche dalle case editrici, perché era considerato un genere da ragazzi. Non a caso, anche scrittori di grande fama come Asimov, riuscivano a pubblicare i proprio libri solo in forma di riviste, all’epoca conosciute come “Pulp Magazine”. È quindi tra grandi difficoltà economiche che nasce Star Trek, infatti la produzione fece l’esplicita richiesta a Roddenberry di ridurre al minimo i costi. Così un’invenzione storica come il famoso “teletrasporto” nasce con la sola necessità di tagliare tutte le scene in cui l’equipaggio dell’Enterprise avrebbe dovuto usare delle navette per scendere sulla superficie dei pianeti da visitare. Nel 1978 Gene Roddenberry tentò di ridare vita a Star Trek con una seconda serie che avrebbe dovuto intitolarsi “Phase II”, ma che fu interrotta a sole due settimane dall’inizio delle riprese e con già 12 sceneggiature pronte. Anche se il progetto venne abbandonato, alcune idee sono state poi dirottate sul primo film di Star Trek, proiettato sul grande schermo nel 1979, a dieci anni esatti dalla conclusione della prima serie, quest’ultima conosciuta anche come “serie classica”. A metà degli anni ’80, dopo il grande successo del film, i tempi sono maturi per realizzare, questa volta seriamente, la seconda serie di Star Trek, intitolata “The next generation”, anche questa interamente ideata da Gene Roddenberry. A differenza della prima, questa serie ha riscontrato un grande apprezzamento da parte del pubblico, ottenendo dei record di ascolti televisivi. Se nella Seria Classica i protagonisti principali furono il famoso capitano Klirk e l’ancora più famoso vulcaniano Spock, in “the next generation” il protagonista che ha lasciato il segno è il capitano Jean-Luc Picard, interpretato da Patrick Stewart, per capirci, quello che ha interpretato il capo degli X-Men. Questa seconda serie è durata 7 stagioni televisive ed è andata in onda dal 1986 al 1994. Nel ’91, all’età di 70 anni, viene a mancare Gene Roddenberry, ma con lui non muore il suo sogno del futuro; infatti dopo “the next generation” vedranno la luce altre tre serie di Star Trek: “Deep space nine” (1993-1999), “Voyager” (1995-2001) e “Enterprise” (2001-2005). La maggior parte dei fans ama principalmente lo Star Trek classico, ma io trovo molto più bella e completa the next generation. Inutile dire che ho tutti i dvd di entrambe le serie, ma l’episodio di cui parlavo all’inizio è il penultimo della 5° stagione di TNG, dal titolo “una vita per ricominciare”.
In questo episodio l’Enterprise si imbatte in una sonda spaziale di tipo sconosciuto. Quando questa comincia a sondare l’Enterprise, il capitano Picard cade in uno stato simile al coma e improvvisamente sembra risvegliarsi in un’altra vita: adesso è su un pianeta sconosciuto, accudito da una moglie di cui lui non ricorda l’esistenza. Quest’ultima per aiutarlo a ricordare gli da un flauto che lui amava molto suonare… perlomeno in quella vita. In realtà Picard conserva il ricordo della sua astronave e così sul nuovo pianeta si dedica ad osservare il cielo nella speranza che qualcuno torni a riprenderlo. Mentre sull’Enterprise in realtà passano solo pochi minuti, nella nuova vita del capitano passano interi anni. Lo vediamo così invecchiare ed imparare ad amare questa donna e le persone che col tempo conosce. In questo lungo tempo ha anche due figli che amerà come se esistessero davvero. Attraverso le osservazioni del cielo, scopre che la siccità che assilla il pianeta è dovuta al fatto che il sole di quel sistema si sta trasformando in una Nova. Anche la “figlia” di Picard scopre che il loro pianeta è destinato a morire, e il momento in cui lo rivela al padre è forse il più bello della puntata: Picard gli dice che è inutile preoccuparsi di ciò che non possiamo cambiare e che la cosa migliore che possiamo fare è vivere il presente, ovvero “Carpe Diem”, cogliere ogni attimo che la vita ci offre come se fosse sempre l’ultimo. Segretamente però spera di trovare un modo per salvare il pianeta, facendo pressione sull’ amministratore del luogo di evacuare il pianeta, ma questo dice che è una cosa impossibile data la loro arretratezza tecnologica e che la cosa migliore è lasciar vivere alle persone i loro ultimi momenti di vita senza divulgare la notizia, evitando inutili preoccupazioni. Quando alla fine Picard è ormai vecchio e ha perso la moglie da tempo, viene invitato dalla figlia ad assistere al lancio di un missile che però lui ritiene assolutamente inutile. Quando chiede a cosa serva, gli si ripresentano davanti tutte le persone ormai morte e che ha amato in quella vita. Questi gli svelano la verità: quel missile contiene la sonda che incontrerà l’Enterprise, sonda che ha il compito di trasmettere a qualcuno il ricordo della loro civiltà ormai scomparsa da più di mille anni, una sorta di capsula del tempo. Inoltre lo raccomandano di tenere alto il ricordo perché solo in questo modo loro potranno continuare a vivere per sempre. Ultimata la sua missione, la sonda si spegne e Picard si risveglia sull’Enterprise, sentendo già la nostalgia di una vita vissuta solo in sogno. Dopo il recupero della sonda, al suo interno, viene trovata una scatoletta, consegnata poi al capitano, il quale vi trova dentro il flauto che aveva tanto amato in quell’altra vita.
La bellezza di Star Trek sta proprio nel fatto che non è un semplice telefilm di azione, guerre e grandi effetti speciali, ma che in esso la fantascienza è usata solo come pretesto per affrontare temi di grande attualità, questioni etiche e morali e soprattutto per parlare dell’esistenza umana, tutto ciò visto da punti di vista completamente nuovi.
Spero di non avervi annoiato troppo e di essere riuscito a trasmettervi anche solo una piccola parte della mia passione per questo telefilm.
P.S. ho dimenticato di dire che l’immagine d’apertura di questo post è la locandina del nuovo film di Star Trek: sarà l’undicesimo della serie! Si, avete capito bene, ho detto undicesimo, perché, compreso il primo film del ’79, di Star Trek sono stati già realizzati dieci film per il grande schermo. Questo nuovo lungometraggio sarà un prequel, quindi vedremo all’opera l’equipaggio della Serie Classica, solo molto più giovane perché i protagonisti saranno appena usciti dall’Accademia della Flotta Stellare. Il giovane Spock sarà Zachary Quinto, già interprete del protagonista cattivo di “Heroes”, e tra le guest star ci saranno Wynona Ryder e, fiore all’occhiello (perlomeno per gli appassionati), Leonard Nimoy, lo Spock della serie originale. Il film è scritto e diretto da J. J. Abramas, già autore di “Lost”, e spero tanto che questo possa significare sinonimo di qualità. L’uscita, inizialmente prevista per Natale 2008, è stata posticipata a maggio 2009... Intanto io aspetto con fiducia e trepidazione..!
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