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    24 December

    Natale: Pensieri in Musica

     

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    Beautiful that way

    Musica di Nicola Piovani
    Testo di Noa & Gil Dor


    Sorridi, senza ragione
    Ama, come se fossi un bambino
    Sorridi, non importa quel che ti dicono
    Non ascoltare una sola parola
    perché la vita è bella così

    Lacrime, un'ondata di lacrime
    Luce, che lentamente si affievolisce
    Aspetta, prima di chiudere il sipario
    C'è ancora un altro gioco da giocare
    E la vita è bella così

    Qui, nei suoi occhi per sempre
    Sarò sempre vicino come ricordi

    Ora, che sei là fuori da solo
    Ricorda, quel che è vero e quel che sogniamo è solo amore.

    Tieni il sorriso nei tuoi occhi
    Presto, il premio che aspettavi da tempo
    Dimenticheremo il nostro dolore
    E penseremo ad un giorno migliore
    perché la vita è bella così

    Dimenticheremo il nostro dolore
    E penseremo ad un giorno migliore
    perché la vita è bella così

    C'è ancora un altro gioco da giocare
    E la vita è bella così

     

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    09 December

    Prima Settimana di Dicembre

     

    La prima settimana di dicembre se ne andata e il Natale è sempre più alle porte. A me il periodo natalizio mette sempre una certa malinconia, forse perché mi ricordo di quando ero bambino e di come questo periodo riuscisse ad avvolgere tutto in un alone magico. Magia che da grandi è un tantino più difficile da ricreare, o, perlomeno, abbiamo bisogno di continui stimoli per risvegliare quella fantasia che da piccoli sembra vivere di vita propria.

    Così sabato scorso (1° dicembre) me ne sono andato al centro commerciale e ho fatto qualche acquisto (niente regali di Natale, c’è ancora tempo per pensare agli altri, e poi ogni tanto è bello pensare solo a se stessi). Sono andato con la sola idea di comprare la versione live dell’ultima raccolta di Elisa, Soundtrack ’96-’06. Mentre giravo, però, mi è capitato di passare davanti allo scaffale dei libri, e subito ho preso a guardare e riguardare “La bussola d’oro”. Nonostante abbia la libreria piena di libri comprati e mai aperti (e dire che sono un accanito lettore), non ho potuto resistere alla tentazione di portarmi a casa quel libro; così, inaspettatamente, è andato a far compagnia al cd di Elisa. Cosa c’è di più stimolante per la fantasia di una bella storia da leggere? Forse solo un buon film, ma non ne sono sicuro. In realtà mi sono deciso a comprarlo in parte perché ultimamente me ne aveva parlato un’amica conosciuta tramite il suo blog (ciao Ely!), e in parte per questa cosa scritta nel risvolto di copertina: “E soprattutto ogni essere umano ha il suo daimon: un compagno, una parte di sé, di sesso opposto al proprio, grazie al quale nessuno deve temere la solitudine.” Non so, è un’idea che mi ha particolarmente colpito, di conseguenza mi è venuta una gran voglia di leggerlo, ma non credo proprio che riuscirò a finirlo prima dell’uscita del film. Mi piaceva tanto l’attesa di un film fantasy da vedere proprio durante le feste di Natale. Vabbè, staremo a vedere... 

    Il lunedì successivo ho trovato (con piacere) il tempo di guardare il dvd di Elisa. Poiché si trattava di un live realizzato a seguito di un tour, il cofanetto comprato sabato, oltre al cd, conteneva anche il dvd di un concerto. Sarò esagerato, ma Elisa mi piace troppo, e vedere un suo concerto mi ha dato una bellissima emozione, forse anche perché ho riscoperto canzoni che nemmeno ricordavo. Certo non è stato come assistere ad un suo concerto dal vivo (cosa che tra l’altro mi sono ripromesso di non lasciarmi sfuggire in futuro), ma nei giorni a seguire ho continuato ad ascoltare il cd, riprovando ogni volta quella piacevole sensazione: magia della musica! Come potevo non mettere una canzone di Elisa nel mio blog? Tra l’altro e merito suo se un po’ di quella malinconia natalizia se ne andata.  

     

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    Titolo: Rock Your Soul

     

    Più penso meno capisco
    Quando riesco a camminare
    sono regina del mio mondo
    Lascio che piova sulla mia pelle
    Non mi lascio cadere
    Non mi lascio cadere
    Voglio solo essere una cosa sola con te
    Voglio essere una cosa sola con te

    Più penso meno faccio
    Quando riesco a parlare
    Sono regina del mio mondo
    Lascio che piova sulla mia pelle
    Non mi chiedo il perché
    Non mi chiedo il perché
    Voglio essere una cosa sola con te
    Voglio essere una cosa sola con te

    Tutto ciò che voglio è cullare la tua anima
    Tutto ciò che voglio è cullare la tua anima
    Tutto ciò che voglio è cullare la tua anima

    E tutto ciò che voglio è cullare la tua anima
    Tutto ciò che voglio è cullare la tua anima
    Tutto ciò che voglio è cullare la tua anima

    Mi sento più vicina alle nuvole
    Sto toccando tutte le foglie più alte
    Sulle cime degli alberi
    I miei desideri si realizzano
    Così lasciamo che piova…
    Sulla nostra pelle
    Stai tenendo la mia mano
    Sto tenendo la tua vita
    E mi sento come fossi una cosa sola con te
    Sono una cosa sola con te

    E tutto ciò che voglio è cullare la tua anima
    Tutto ciò che voglio è cullare la tua anima
    Tutto ciò che voglio è cullare la tua anima

    Tutto ciò che voglio è cullare la tua anima
    Tutto ciò che voglio è cullare la tua anima
    Tutto ciò che voglio è cullare la tua anima

    Penso di doverti dar qualcosa
    Più delle parole...
    E’ quel qualcosa...
    Così ti mostro i miei sogni
    Per far sì che diventino i nostri sogni
    Non sarai semplicemente?
    Io sono ciò che vedi

    E tutto ciò che voglio è cullare la tua anima
    Tutto ciò che voglio è cullare la tua anima
    Tutto ciò che voglio è cullare la tua anima

    Tutto ciò che voglio è cullare la tua anima
    Tutto ciò che voglio è cullare la tua anima
    Tutto ciò che voglio è cullare la tua anima

    Insieme al sole
    Brilliamo ovunque
    Insieme alla pioggia
    Cadiamo attraverso l'aria
    Insieme al sole
    Brilliamo ovunque
    Insieme alla pioggia, con il sole
    Con la pioggia, la pioggia e il sole
    Insieme alla pioggia e al sole
    Solo con la pioggia, con la pioggia e il sole
    Con il sole…

    29 November

    Aforisma

     
    "Sogna come se dovessi vivere per sempre... Vivi come se dovessi morire oggi." James Dean

    La Magia Di Un Concerto

     

    È praticamente inevitabile che il mio ultimo intervento del mese di novembre sia interamente dedicato alla musica. In realtà la musica ha finito col dominare questo primo mese di vita di un blog che, almeno nelle mie intenzioni, doveva parlare soprattutto di libri e film. Ma va bene così, infondo una “FANTASTICAmente” non può essere imbrigliata in schemi precisi, e, semmai, pretende di vagare libera per poi approdare dove meglio crede.

    E ad annunciare su quale “terra” approda questa volta il blog ci pensa la canzone dei Negramaro, “La Finestra”, che ho messo come nuovo sottofondo musicale. Questo brano dà il titolo al loro ultimo album, che a sua volta ha dato il titolo al tour invernale (preceduto da quello estivo) che sta portando il giovane gruppo salentino nei teatri e i palazzetti di tutta Italia.

     

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    Venerdì 23 erano a Firenze, e io sono andato a vederli. Bellissima esperienza! Un concerto che ha superato ampiamente ogni mia aspettativa, tanto che quasi mi dispiace sia già passato quel momento.

    Ho conosciuto i Negramaro ascoltando il loro secondo album, “Mentre Tutto Scorre”, la cui omonima canzone ha partecipato a Sanremo nel 2005.

     

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    Poco dopo questa canzone è stata scelta, insieme ad altri 8 pezzi dell’album, come colonna sonora del film “La febbre” con Fabio Volo (un film sulla difficoltà di realizzazione dei giovani, semplice e particolare, ma davvero molto bello). Molti pensano che “Mentre Tutto Scorre” sia il primo album della band pugliese (e fra i molti mi ci metto anch’io), ma in realtà il loro esordio è avvenuto nel 2003 con l’album “Negramaro”, passato inosservato tanto che, dopo il successo di “Mentre Tutto Scorre”, è stato ripubblicato sotto il nuovo titolo “000577” con nuovi arrangiamenti musicali e una canzone inedita in aggiunta.

     

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    È stato un piccolo neo non aver mai sentito questo album, perché il primo ascolto di una canzone, soprattutto se in concerto, è molto meno coinvolgente. Ma questo non mi ha certo impedito di apprezzare uno spettacolo davvero molto originarle, nel quale hanno riproposto molti dei loro successi in una versione totalmente nuova, tutta acustica, mescolando suoni a noi più familiari con quelli di vari strumenti etnici, e creando, così, una mescolanza davvero suggestiva. Per i miei gusti, una scelta musicale più che azzeccata, perché la musica dal vivo deve in qualche modo stupirti. Se volessi un prodotto “preconfezionato”, mi basterebbe mettere un cd nello stereo, portare il volume al massimo, e il gioco è fatto... di sicuro molto più economico del biglietto di un concerto.

    Ma, a ben pensarci, non sarebbe la stessa cosa perché mancherebbe l’elemento più importante, ovvero il pubblico. La forza della massa, intesa come energia, come vitalità, è incredibile. Quando ti trovi in mezzo a tanta gente che canta lasciandosi trasportare dalla musica, è come se intorno a te si creasse una marea di emozioni che sale sempre più fino a sommergerti. A quel punto, anche se non è il tuo forte, ti ritrovi a canticchiare insieme a tutti gli altri... e il bello è che non ne puoi fare a meno! Parlando di “maree”, mi viene da pensare che la musica è un po’ come il mare, riesce a colmare gli spazi vuoti della vita.

    Come posso non ringraziare di questa piacevole esperienza l’ormai immancabile amico Bombe. È stato lui a darmi l’input del concerto che io ho prontamente raccolto. A proposito, caro il mio Bombe, prima che iniziasse il concerto, e anche durante la pausa, mi hai detto che nel blog avrei scritto di tutto tranne quel che facevo veramente, e che tu mi avresti smascherato con un tuo intervento. E no, Bombe! Se mi lanci la sfida, pensi che io non la raccolga?! E poi cosa c’è di male nel dire che tra il pubblico c’erano un sacco di belle ragazze e che io non facevo altro che guardarmi intorno... Sempre meglio che guardare gli uomini, non ti pare? Tieh, beccati questa!

    Già che ci sono, visto che eravamo insieme al concerto, ne approfitto per mandare un salutone alla Chiara (attenta a quel ragazzaccio del Bombe, tienilo sempre d’occhio perché non sembra, ma è un gran furbone).

    20 November

    Dr. House e Dintorni

     

    Non avrei mai detto che un giorno mi sarei ritrovato a guardare una puntata di “Dr. House”. È un genere di telefilm che non ho mai sopportato: medici, ospedali, casi disperati, tutte cose che mi mettono una certa ansia. Eppure mercoledì sera è successo, e, mannaggia!, mi è anche piaciuto. Il  bello è che l’ho visto per pura casualità. Ero davanti alla tv e facevo il solito zapping frenetico (non so se è il modo migliore per scaricare il nervoso o per farselo venire). Ormai convinto che non ci fosse niente di buono da guardare, con distrazione mi sono soffermato su Canale 5 e ho notato a malapena che stava finendo la prima puntata di “Dr. House” (ne fanno sempre due per sera). Proprio quando stavo per riprendere il mio giro televisivo è iniziata la seconda puntata, e mi è bastato leggere il titolo, “Il coraggio di morire”, per non riuscire più a cambiare canale. Strano, vero?, per  uno che non sopporta i “casi disperati”.

     

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    Quel poco che so di questo telefilm l’ho appreso dal mio amico Fora (si chiamerebbe Marco, ma dai tempi del liceo per me è sempre stato “Il Fora”), e lui mi ha detto che, per essere stata la mia prima puntata, sono inciampato proprio male perché era una delle più tristi. Per capire quanto fosse triste basti dire che raccontava la storia di una bambina malata di cancro che, a seguito dell’indagine medica del Dr. House, verrà posta di fronte alla scelta se affrontare o meno un intervento che potrà al massimo allungarle la vita di un anno. Da quel che ho capito, ciò che rende particolare il personaggio del Dr. House, differenziandolo dai molti (troppi!) telefilm di questo genere, è il fatto che lui si mostra come un medico insensibile, a tratti addirittura cinico. Ma, leggendo tra le righe, si capisce subito che quell’atteggiamento è una difesa, un modo per nascondere le proprie debolezze. Insomma, un buono che per necessità gioca a fare il “duro”, forse a casa di una certa disillusione noi confronti della vita che lo porta a mal digerire il facile buonismo. Così, con grande ostinazione, succede che durante la puntata metta costantemente in dubbio il coraggio con cui la piccola protagonista affronta tutta la situazione, tanto da far notare che di fronte a tanta sofferenza, la reazione più umana, semmai, sarebbe proprio quella di piangere come “bambini”.

    Il finale, per quanto bello, lascia inevitabilmente il sapore amaro di una conclusione che non si può definire con il classico “e vissero tutti felici e contenti”. Come dico nel titolo di questo blog, ogni tanto è bello pensare che la realtà possa sfumare nel sogno. Ma cercando di essere realisti, mi viene da pensare che il più delle volte la soluzione alle avversità della vita dipende proprio dal saper accettare che certe cose non possono essere cambiate. E forse il senso della puntata sta tutto lì, perché se i “grandi” vivono nella presunzione di poter cambiare il mondo, i bambini, grazie alla loro ingenuità, guardano alla vita senza alcuna pretesa. Chissà poi che il segreto di tutta questa forza, di tutto questo “coraggio”, non risieda proprio nella loro naturale capacità di sognare ad occhi aperti...

    A racchiudere il quadro di questa piacevole quanto inaspettata visione, ci ha pensato la canzone che ho deciso di mettere come sottofondo musicale del mio blog. Lo so, è un po’ triste, ma a me piace troppo, e allora ho deciso di metterla lo stesso. Le ultime scene di Dr. House erano dominate proprio da questo brano che, strana coincidenza, ricordavo di aver già sentito senza però essere mai riuscito a scoprire di chi fosse. L’indomani mattina mi sono svegliato con questa melodia ancora in testa, così mi sono messo a “caccia” di informazioni su internet, e alla fine l’ho trovata! Si tratta di una canzone di Bird York (sinceramente non conoscevo questa cantante) inserita nella colonna sonora del film premio Oscar “Crash” (ecco dove l’avevo sentita!), un bel film sul razzismo strisciante e a volte un po’ subdolo della società moderna

     

    crash

     

    Già quando lo vidi al cinema, notai subito questa canzone per la sensazione di malinconia che mi trasmise, e quando giovedì mattina sono riuscito a trovarla, ancora preso dal coinvolgimento emotivo del Dr. House, ho sentito la curiosità di sapere cosa diceva il testo. Io e  l’inglese (ahimè!) viviamo su pianeti molto distanti tra loro, perciò ho provato a cercare la tradizione in italiano su internet, ma questa volta le mie ricerche sono state infruttuose. Senza darmi per vinto, ho praticamente costretto il Fora a tradurre il testo per me (lui l’inglese lo mastica ancora, e io mi vergogno un po’ della mia ignoranza perché andavamo in classe insieme), e così eccolo qua in una traduzione forse approssimativa, ma certo comprensibile...

     

     

    Titolo: In The Deep

     

    Hai pensato a tutte le risposte

    su cui far riposare

    il tuo cuore.

    Ma accade qualcosa ,

    che non vedi arrivare e

    adesso non puoi più fermarti.

    Adesso sei là fuori nuotando

    nell’abisso

    nell’abisso.

     

    La vita sta facendo girare in tondo

     il tuo cuore

    finché tu… non lo lasci andare

    finché non lasci cadere il tuo orgoglio

    e ti arrampichi fino al cielo

    e ti liberi di te stesso.

    Adesso sei là fuori ruotando

    nell’abisso

    nell’abisso

    nell’abisso

    nell’abisso.

     

    INTERLUDIO

     

    E adesso sei là fuori ruotando

    e adesso sei là fuori nuotando

    nell’ abisso

    nell’abisso

     

    Nel silenzio

    tutti i tuoi segreti

    alzeranno le loro stanche teste

    allora, non puoi restare attaccato

    a quello che pensavi di essere

     

    Adesso sei là fuori vivendo

    nell’abisso

    nell’abisso

    nel’abisso

     

    Adesso sei là fuori ruotando

    Adesso sei là fuori nuotando

    Adesso sei là fuori ruotando

    nell’abisso

    nell’abisso

    nell’abisso

    nell’abisso

    nell’abisso

     

     

    14 November

    TV Spazzatura

     

    Mi sembra di aver già detto che i miei generi preferiti, sia letterari che cinematografici, sono il Fantasy e la Fantascienza. In questi ultimi mesi mi sono appassionato alla nuova serie televisiva “Heroes”, un telefilm che strizza l’occhio al genere dei supereroi. Presupponendo che l’evoluzione della specie non si arresti mai, la storia ruota proprio intorno a un gruppo di persone che, a seguito di naturali mutazioni genetiche, sono dotati di particolari poteri. Che questa serie sia fortemente legata al mondo dei fumetti lo dimostra il fatto che uno degli autori in passato abbia collaborato anche con la famosa casa fumettistica statunitense “Marvel”. Inoltre in una puntata di “Heroes” fa una piccola comparsa Stan Lee, proprio il "padre" di molti fumetti “Marvel” tra cui “I Fantastici Quattro”, “Spiderman” e gli "X-Men".

     

    Heroes

     

    Ora, il caso ha voluto che questo telefilm non abbia avuto un buon riscontro di pubblico, così quelle teste vuote di mediaset hanno prima sospeso la serie dal palinsesto di Italia 1, per poi metterla in seconda serata (ieri sera sono andate in onda le ultime due puntate della prima stagione). Ma dico con tutta la “merda” che c’è in televisione, è mai possibile che mi tolgono l’unica serie di fantascienza attualmente trasmessa? E pensare che in U.S.A. ha battuto i record di ascolto degli ultimi 5 anni. Evidentemente in Italia la fantascienza non tira. Resta da chiedersi chi sono tutti quei bischeri che fanno il successo della TV spazzatura tipo L’isola dei famosi, Il grande fratello, C’è posta per te, Amici, il treno dei desideri, e chi più ne ha, più ne metta.

    A proposito di questo, lunedì sera, facendo zapping, sono finito sul canale televisivo All music. Intorno alle 22 danno la replica di una trasmissione di Radio dee jay condotta da Linus e Nicola Savino. Linus parlava di un aneddoto della sua vita familiare. Raccontava di aver visto “Le vite degli altri”, un film ambientato in una Berlino ancora divisa dal muro durante gli anni della guerra fredda, perciò una storia a suo modo commovente. Alla fine della visione, ancora preso dall’intensità del film, è andato per togliere il dvd dal lettore, e subito la tv si è sintonizzata su un canale dove davano un’intervista a Francesco Coco che parlava della sua esperienza sull’Isola dei famosi. Rivolto a se stesso, il commento sarcastico di Linus è stato: - Ben tornato alla realtà. –  Come per dire che la realtà di oggi, o per lo meno la realtà proposta dalla tv, fa davvero schifo!!! 

     

    13 November

    Sogna, Ragazzo Sogna

     

    Ho appena ricevuto tramite e-mail una canzone di Roberto Vecchioni. Me ne aveva parlato qualche tempo fa un mio caro amico - il mitico Bombe - che ho rivisto proprio questa domenica. Non so perché ho ripensato alla canzone di Veccgioni, forse per puro caso... Anzi no, adesso ricordo! Domenica mi sentivo un po' malinconico, così , rivedendo il mio amico, mi è tornata in mente quella canzone che a lui piace tanto per la bellezza e il messaggio del testo. Incuriosito, gli ho chiesto di inviarmela perché volevo sentirla. Adesso, davanti al mio computer, la sto' ascoltando, e devo dire che il Bombe aveva proprio ragione: una canzone bellissima! Tanto che sono stato preso dall'impulso irrefrenabile di metterla sul blog. Credo non serva aggiungere molto altro, il testo parla da se...

    Titolo: Sogna, ragazzo sogna

    E ti diranno parole
    rosse come il sangue, nere come la notte
    ma non è vero, ragazzo,
    che la ragione sta sempre col più forte;
    io conosco poeti
    che spostano i fiumi con il pensiero,
    e naviganti infiniti
    che sanno parlare con il cielo.

    Chiudi gli occhi, ragazzo,
    e credi solo a quel che vedi dentro
    stringi i pugni, ragazzo,
    non lasciargliela vinta neanche un momento
    copri l'amore, ragazzo,
    ma non nasconderlo sotto il mantello;
    a volte passa qualcuno,
    a volte c'è qualcuno che deve vederlo.

    Sogna, ragazzo, sogna
    quando sale il vento nelle vie del cuore,
    quando un uomo vive per le sue parole
    o non vive più.

    Sogna, ragazzo, sogna,
    non lassciarlo solo contro questo mondo,
    non lasciarlo andare, sogna fino in fondo,
    fallo pure tu!

    Sogna, ragazzo, sogna
    quando cala il vento ma non è finita,
    quando muore un uomo per la stessa vita
    che sognavi tu.

    Sogna, ragazzo, sogna,
    non cambiare un verso della tua canzone,
    non lasciare un treno fermo alla stazione,
    non fermarti tu!

    Lasciali dire che al mondo
    quelli come te perderanno sempre,
    perché hai già vinto, lo giuro,
    e non ti possono fare più niente.
    Passa ogni tanto la mano
    su un viso di donna, passaci le dita;
    nessun regno è più grande
    di questa piccola cosa che è la vita.

    E la vita è così forte
    che attraversa i muri senza farsi vedere;
    la vita è così vera
    che sembra impossibile doverla lasciare;
    la vita è così grande
    che "quando sarai sul punto di morire,
    pianterai un ulivo,
    convinto ancora di vederlo fiorire".

    Sogna, ragazzo sogna,
    quando lei si volta, quando lei non torna,
    quando il solo passo che fermava il cuore
    non lo senti più.

    Sogna, ragazzo, sogna,
    passeranno i giorni, passerrà l'amore,
    passeran le notti, finirà il dolore,
    sarai sempre tu ...

    Sogna, ragazzo sogna,
    piccolo ragazzo nella mia memoria,
    tante volte tanti dentro questa storia:
    non vi conto più.

    Sogna, ragazzo, sogna,
    ti ho lasciato un foglio sulla scrivania,
    manca solo un verso a quella poesia,
    puoi finirla tu

    .

    Sempre riferito al sogno....

    isogni

     

    06 November

    Addio Enzo Biagi

     
    "Forse è venuta la stagione in cui la mattina si va a leggere i necrologi e poi controlli. Dici: - Be', oggi non ci sono, - perché la vita passa così in fretta. Un montanaro del mio paese diceva - non era un filosofo - la vita é affacciarsi alla finestra. Ci affacciamo tutti, passa, corre, e qualcosa rimane. Chiuderò con una battuta di un vecchio film di un regista che io  amo molto, Bergman: - Lo spettacolo è finito e i suonatori se ne vanno. - Grazie." Parole di Enzo Biagi, dall'edizione del TG1 delle 13,30 di martedì 06 novembre 2007.  
     
    Avrei voluto aprire questo blog parlando delle mie passioni, di libri, cinema, astronomia, e più in generale del mio amore per il Fantasy e la Fantascienza. Ma proprio oggi ci ha lasciati un Grande del giornalismo italiano, forse il più "Grande", e allora mi è sembrato giusto dedicare a lui tutto lo spazio del mio primo intervento.
     
    Addio Enzo e grazie di tutto!
     

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