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February 27 X-Files 2Fantastico! Stamani, con la mia amica del servizio civile, ho guardato un’altra puntata di X-Files, e dopo, poiché durante la visione avevo fatto degli apprezzamenti sull’attrice che interpreta Dana Scully, siamo andati su internet per sapere quanti anni ha (40... neanche tanti, pensavo fosse più vecchia), e ho trovato la notizia che non mi sarei mai aspettato. A luglio 2008 uscirà nei cinema X-Files 2, il nuovo film della famosa serie televisiva. Ancora non riesco a crederci! Lo so, sono sempre il solito esagerato, ma fremo dalla voglia di rivedere all’opera il mitico Fox Mulder, in assoluto il mio personaggio di fantasia preferito.
Qui di seguito un po’ di notizie sul film prese su internet e l’anteprima del trailer. Per vederlo (e soprattutto apprezzarlo) dovete stoppare la musica del blog.
Sei anni dopo il primo film e dieci dopo la serie tv, l'agente Fox Mulder (Duchovny) è tornato a Vancouver, dove è stata girata la pellicola, per scervellarsi nella ricerca della verità sugli X-Files, mentre l'intelligente dottoressa Dana Scully (Anderson) è rimasta inestricabilmente preda del suo fascino. Il nuovo film sarà del tutto indipendente dalla serie tv, come ha precisato il regista Carter. "All'epoca del primo X-Files, c'era in onda una serie tv e asiamo stati costretti ad essere coerenti con quella. Il film è stata una sorta di versione da grande schermo delle puntate della serie. In questo caso non abbiamo avuto lo stesso problema...".
February 24 The Wall
Questa settimana credo di aver visto il film più strano e forse più allucinato della storia del cinema... e il bello è che mi è pure piaciuto! Un mesetto fa mi hanno regalato il DVD di “The Wall”, trasposizione cinematografica dell’omonimo album dei Pink Floyd, solo che non avevo ancora trovato il momento giusto per guardarlo. Finalmente, insieme ad un mio amico, mercoledì ci sono riuscito, e la visione del film ha lasciato entrambi entusiasti. Ma il nostro è un giudizio fortemente condizionato dal fatto che adoriamo la musica dei Pink Floyd. Non si tratta di un vero e proprio musical (sarebbe riduttivo definirlo così), ma per cercare di descriverlo direi che ricorda un po’ quel genere. La storia infatti non viene raccontata per mezzo dei dialoghi (che peraltro sono quasi assenti, e quei pochi sono in inglese perché il film non è stato ne doppiato, ne sottotitolato), ma solo tramite le immagini associate alle canzoni dei Pink Floyd. Per comprendere meglio la trama bisogna sapere di cosa parla l’album “The Wall”, pubblicato nel lontano 1979, altrimenti l’omonimo film potrebbe risultare davvero troppo complicato, con l’inevitabile rischio di non apprezzarlo a pieno. Figurarsi che io ho sempre pensato che l’album fosse dedicato al muro di Berlino, e invece, cercando su internet, ho scoperto che parla di tutt’altro. Intanto cominciamo col dire che l’idea di base dell'album e la maggior parte delle canzoni sono di Roger Waters, anima del gruppo inglese fino al 1983, anno della sua fuoriuscita dai Pink Floyd. Nell'album è raccontata la vita di un anti-eroe chiamato Pink (Floyd) che è martellato e maltrattato dalla società fin dai primissimi giorni della sua vita: avendo perso il padre (ucciso ad Anzio durante la Seconda Guerra Mondiale, proprio come il padre di Roger Waters), viene soffocato da una madre iperprotettiva e oppresso a scuola da insegnanti dispotici che cercano di plasmare lui e gli altri allievi in modo da renderli "adatti" e "utili" alla società. Così Pink si rifugia in un mondo di fantasia, costruendo un muro immaginario per isolarsi dalla realtà. Ogni esperienza tragica della sua vita è un nuovo mattone in quel muro. Pink diventa una rock star e si sposa, ma a causa della sua freddezza, la moglie lo tradisce. Infine arriva al punto di non poter più scappare dal muro che ha costruito, impazzisce al suo interno e tenta il suicidio. Chiama aiuto, ma capisce che è troppo tardi. Tutto questo accade in un’anonima stanza d’albergo dove viene portato un dottore per dargli delle droghe che gli permettano di affrontare il prossimo concerto. In preda alle allucinazioni, Pink crede di essere diventato un dittatore nazifascista, finché non riesce a ribellarsi, a riacquistare la sua coscienza e a far "processare" sé stesso dal suo giudice interiore, che gli ordina di abbattere il muro e di aprirsi al mondo esterno. Il film, realizzato nel 1982 e interpretato (nella parte di Pink) dall'allora semisconosciuto Bob Geldof, si è semplicemente limitato a rappresentare con la forza delle immagini ciò che racconta l’album. Molto particolare è il modo in cui è stata realizzata visivamente la storia, mescolando passato e presente, scena reali a parti realizzate in forma di cartone animato, momenti in cui il protagonista vede se stesso da piccolo e viceversa, come se entrambi esistessero l’uno indipendentemente dall’altro, insomma con tutte le stranezze tipiche dei sogni che conferiscono al film un’atmosfera visionaria. Sono tutte queste cose ad avermi colpito, oltre, naturalmente, la splendida ed intramontabile musica dei Pink Floyd, ma a lasciarmi il segno è stata l’idea del muro interiore eretto per difendersi dal mondo esterno, e che invece finisce col diventare una trappola che condiziona il tuo modo di interpretare la realtà. Un film può essere bello a prescindere da quanto ci sentiamo coinvolti dalla storia, ma quando il tema trattato è vicino alle nostre esperienze, è inevitabile che ti lasci qualcosa di più profondo. È forse “The Wall” mi è piaciuto tanto proprio per questo motivo... ma credo sia meglio sorvolare... Appositamente per il film fu scritta anche una nuova canzone, “When The Tigers Broke Free” (che ovviamente non è contenuta nell’album “The Wall”), nella quale Roger Waters parla esplicitamente della battaglia di Anzio in cui il padre trovò la morte.
Nei giorni successivi a questa visione mi sono messo alla ricerca di notizie e curiosità sui Pink Floyd, e gironzolando su internet ho scoperto che nel 2007 ricorreva il quarantennale dalla loro prima pubblicazione. Per l’occasione è stato realizzato un cofanetto che raccoglie tutti i 14 album dei Pink Floyd (escluse le raccolte). Di loro avevo solo l’ultima raccolta intitolata “Echoes”, perciò quando ho visto quel cofanetto non ho potuto resistere. Mi sono detto ‘crepi l’avarizia’, e, anche se costava una sassata, l’ho subito comprato. Adesso me lo guardo e me lo riguardo tutto soddisfatto!!!
February 11 Il Cannocchiale D'Ambra
Sabato la ricerca del Cannocchiale d’ambra è andata a buon fine; trovato e comprato! Così dieci minuti fa stavo leggendo il primo capitolo. Era preceduto dai riassunti dei primi due libri della saga. Il ricordo della Bussola d’oro e della Lama sottile e ancora fresco (quest’ultimo l’ho finito appena tre giorni fa), ma i riassunti mi hanno fatto comunque comodo per avere le idee più chiare. Sto’ diventando troppo smemorato, mentre leggo mi accorgo di non ricordare un sacco di dettagli; che sia colpa dall’età? Ad ogni modo la lettura è partita, l’avventura di un nuovo libro ha avuto inizio, e, ciò che più conta, speriamo che il viaggio sia fantastico... Ma vista la fantasia "intelligente" di Pullman, non ho dubbi che sarà così.
February 09 Lost
Ho finito la prima stagione! Giovedì sera ho visto le ultime 3 puntate, e così in un solo mese mi sono guardato tutti i 25 episodi della prima stagione di Lost. Mi viene una sola parola per commentare questa serie: fantastica! Grazie e-mule, senza di te mi sarei perso un vero spettacolo (ovviamente grazie anche a te, Ely). Non sto’ esagerando, e a chiunque abbia avuto dei dubbi su questo telefilm, io dico che farebbe bene a ricredersi. Anch’io mi ci sono avvicinato con un certo scetticismo. Ricordo che, qualche anno fa, quando in Tv facevano la pubblicità di lancio della serie, pensai si sarebbe trattato della storia un po’ banale di un gruppo di persone costrette a sopravvivere nella natura selvaggia di un’isola deserta a seguito di un disastro aereo. Adesso ho scoperto che Lost è molto più di questo... anzi, direi che è tutt’altro. Vi chiederete di cosa parla allora? Be’, direi che è quasi impossibile riassumere la storia. Ci sono talmente tanti intrecci, misteri e colpi di scena che non saprei proprio da dove iniziare. Ma una cosa si può dire: l’isola non è semplicemente un’isola... e non aggiungo altro perché per capire bisogna gustarsi la serie puntata per puntata. Forse la forza di Lost sta nel fatto che racchiude in se tanti generi, tipo l’avventura, il fantasy, la fantascienza... E pian piano, andando avanti con la visione, sembra quasi che l’isola sia una sorta di esperienza mistica che i vari personaggi devono fare per riuscire a ritrovare se stessi. Così succede che ogni episodio prenda come riferimento solo uno dei molti protagonisti, intervallando ciò che succede sull’isola con dei flashback sul passato di quel personaggio. È questo l’aspetto che più mi piace di Lost, il fatto che sappia unire la suspense a momenti più introspettivi; perché alla fine, proprio come nella vita reale, ogni personaggio ha i suoi “fantasmi” fatti di rimorsi e rimpianti che possono essere superati solo affrontando e rileggendo i momenti critici del passato. Ok, penso si sarà capito che sono già pronto per la seconda stagione... Non posso resistere, devo iniziare subito!
A proposito di conclusioni, proprio ieri mattina ho finito di leggere “La lama sottile”, il secondo libro della saga fantasy “Queste oscure materie”. Bellissimo libro, secondo me anche meglio del primo, “La bussola d’oro”, e visto che la storia si interrompe in tronco, credo che oggi pomeriggio andrò in libreria per comprare il terzo... Speriamo di trovarlo.
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