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FANTASTICAMENTELa forza di un uomo sta nella sua fantasia; la debolezza, nella sua incapacità di sognare
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July 29 Harry Potter e i doni della morte
Visitando il blog di “fralory”, ho letto un post dedicato a Harry Potter (tra l’altro molto bello), così mi sono accorto che io non ho dedicato nemmeno una parola ad una lettura per me tanto importante. Ho comprato questo libro a gennaio, praticamente in anticipo sull’uscita ufficiale... Nel senso che l’ho ordinato su ibs.it per essere sicuro di averlo appena uscito. Peccato che quelli di ibs me l’abbiano spedito con almeno due settimane di ritardo sulla normale uscita in libreria, e che, quando finalmente mi è arrivato, alcuni miei amici l’avessero già finito di leggere da tempo. Per questa cosa mi hanno preso per il culo un bel po’... ma in fondo me lo sono meritato, così imparo ad essere troppo fissato sulle cose! Una persona normale, una volta che il buon Harry era lì bello pronto per essere letto (ma soprattutto dopo tutto il casino fatto), avrebbe dovuto letteralmente divorarlo, ed invece io no! Proprio in quel periodo, infatti, avevo appena finito “La bussola d’oro”, ed ero troppo immerso nelle avventure di Lyra per abbandonarla a metà strada, così Harry Potter è stato momentaneamente accantonato. Quando finalmente sembrava essere arrivato il suo turno (e ne avevo pure già letto qualche capitolo), però, è saltato fuori il problema di salute a cui ho accennato in uno dei post precedenti. Il problema riguardava gli occhi, e, per forza maggiore, in quel periodo ho dovuto accantonare sia la lettura che il computer (di conseguenza anche il blog). Solo a cose risolte, e una volta al mare, sono riuscito a gustarmelo fino in fondo. Grande libro! Dei 7, questo è certamente il più intenso, se non altro dal punto di vista emotivo. La fantasia della Rowling poi è indiscutibile; lungo la lettura di tutti i libri di Harry Potter ho pensato che prima o poi sarebbe diventata monotona, che avrebbe finito col ripetersi, soprattutto per quanto riguardava le invenzioni magiche, visto che l’ambientazione era sempre il solito castello di Hogworts. Ed invece in ogni libro c’era sempre qualcosa di nuovo, qualcosa che non ti saresti mai immaginato... Non so cosa darei per avere anche solo un decimo della sua fantasia. L’unico pecca di questo settimo ed ultimo libro è che, dopo un’attesa tanto lunga, mi aspettavo un finale più intenso, più... non so come dire... forse più “completo”. In fondo, quando leggi una saga così lunga, ti aspetti qualcosa di speciale dal finale, e non che il tutto si concluda in appena un capitolo e mezzo. A me ha dato tanto l’impressione che la Rowling abbia distribuito emozioni ed invenzioni durante tutto il libro, ma che alla fine non sapesse proprio come concludere, o forse che volesse evitare un finale troppo “strappalacrime”. Ma non è in fondo questo che ci si aspetta da una storia, che ci trasmetta grandi emozioni e che alla fine sappia anche commuoverci? Be’, se non altro è quello che mi aspetto io... A parte questa piccola critica (che spero mi perdoneranno gli appassionati del piccolo maghetto), devo riconoscere a Harry Potter il merito di avermi fatto avvicinare al fantasy. Era un genere che prima dei suoi libri quasi ignoravo, ed è stato grazie a lui se poi ho deciso di leggere “Il signore degli anelli”, forse, a ben pensarci, il libro che più mi è rimasto nel cuore. Mi piace pensare che se Tolkien è stato il fuoco che ha alimentato la mia passione per il fantasy, la Rowling è stata la scintilla che l’ha accesa.
July 25 Il Cavaliere Oscuro
Al telegiornale hanno parlato di un Joker così intenso da riuscire ad offuscare e mettere in secondo piano quello che ti aspetteresti essere il vero protagonista del film, ovvero “i’Uomo Pipistrello” più famoso dei fumetti. Affermavano addirittura che Heath Ledger, il giovane attore che ha vestito i panni del Joker, recentemente scomparso per overdose, sarebbe in odore di Oscar per questa interpretazione a dir poco perfetta. Li per lì ho pensato che fossero le solite esagerazioni giornalistiche, ma sentir parlare così bene del Joker, un personaggio che mi ha affascinato sin dai tempi della prima interpretazione di Jack Nicholson, mi ha fatto venire ancora più voglia di vedere il film. L’ho fatto mercoledì sera, e devo ammettere che stavolta i giornalisti non hanno sparato cazzate. Secondo me non è un caso che dal titolo, “Il cavaliere oscuro”, sia stato omesso il nome Batman. Ovviamente questo titolo è inteso come sinonimo di Batman, ma per la filosofia che motiva tutte le azioni malvagie del Joker, sembra quasi che la storia voglia dire che tutti possono avere un lato oscuro… basta solo scoprire cos’è in grado di scatenarlo. Ciò che spinge il cattivo dal volto deturpato e costantemente truccato da clown sorridente, non è la fame di soldi, vendetta o semplice gloria, ma la volontà di far vedere come anche la migliore delle persone, se sollecitata nel modo giusto, può diventare spietata; dimostrare che tutti gli esseri umani, se privati della normalità e lasciati in un mondo dove regna il caos, abbandonano velocemente i loro valori, le regole morali, per trasformarsi in animali feroci. E tutto questo lo fa con grande ironia, caratteristica immancabile del Joker. Da amante dei fumetti, e più recentemente da collezionista del genere supereroi americani (preferisco quelli della Marvel, mentre Batman è della DC Comics), mi sento di dire che questo Joker è il miglior anti-eroe fumettistico che sia stato portato sul grande schermo. Il film, ricco di azione, colpi di scena e grandi effetti speciali, si fa guardare molto volentieri, senza però dimenticare che si tratta della trasposizione cinematografica di un fumetto dei supereroi, e che, di conseguenza, se ne devono accettare le inevitabili esagerazioni.
Le frasi del film:
“Alcuni uomini vogliono solo bruciare il mondo”
"O muori da eroe o vivi tanto a lungo da diventare il cattivo"
July 23 Star Trek - Una vita per ricominciare
“Spazio, ultima frontiera. Questi sono i viaggi della nave stellare Enterprise…” Con questa celebre frase si apre la sigla di Star Trek: The next generation, ovvero il mio telefilm di fantascienza preferito. In tutti questi mesi non ne ho mai parlato, e se lo faccio adesso è perché ieri ho visto un episodio che mi ha particolarmente colpito. Prima di parlarne, però, mi sembra giusto aprire una breve parentesi sulla storia del telefilm di fantascienza più visto e conosciuto al mondo. Star Trek è una serie nata nel 1966 dalla mente di Gene Roddenberry, e che si è conclusa nel 1969 a causa degli ascolti troppo bassi, dopo sole tre stagioni televisive. La fantascienza in quegli anni era piuttosto snobbata dalle produzioni televisive e cinematografiche, come anche dalle case editrici, perché era considerato un genere da ragazzi. Non a caso, anche scrittori di grande fama come Asimov, riuscivano a pubblicare i proprio libri solo in forma di riviste, all’epoca conosciute come “Pulp Magazine”. È quindi tra grandi difficoltà economiche che nasce Star Trek, infatti la produzione fece l’esplicita richiesta a Roddenberry di ridurre al minimo i costi. Così un’invenzione storica come il famoso “teletrasporto” nasce con la sola necessità di tagliare tutte le scene in cui l’equipaggio dell’Enterprise avrebbe dovuto usare delle navette per scendere sulla superficie dei pianeti da visitare. Nel 1978 Gene Roddenberry tentò di ridare vita a Star Trek con una seconda serie che avrebbe dovuto intitolarsi “Phase II”, ma che fu interrotta a sole due settimane dall’inizio delle riprese e con già 12 sceneggiature pronte. Anche se il progetto venne abbandonato, alcune idee sono state poi dirottate sul primo film di Star Trek, proiettato sul grande schermo nel 1979, a dieci anni esatti dalla conclusione della prima serie, quest’ultima conosciuta anche come “serie classica”. A metà degli anni ’80, dopo il grande successo del film, i tempi sono maturi per realizzare, questa volta seriamente, la seconda serie di Star Trek, intitolata “The next generation”, anche questa interamente ideata da Gene Roddenberry. A differenza della prima, questa serie ha riscontrato un grande apprezzamento da parte del pubblico, ottenendo dei record di ascolti televisivi. Se nella Seria Classica i protagonisti principali furono il famoso capitano Klirk e l’ancora più famoso vulcaniano Spock, in “the next generation” il protagonista che ha lasciato il segno è il capitano Jean-Luc Picard, interpretato da Patrick Stewart, per capirci, quello che ha interpretato il capo degli X-Men. Questa seconda serie è durata 7 stagioni televisive ed è andata in onda dal 1986 al 1994. Nel ’91, all’età di 70 anni, viene a mancare Gene Roddenberry, ma con lui non muore il suo sogno del futuro; infatti dopo “the next generation” vedranno la luce altre tre serie di Star Trek: “Deep space nine” (1993-1999), “Voyager” (1995-2001) e “Enterprise” (2001-2005). La maggior parte dei fans ama principalmente lo Star Trek classico, ma io trovo molto più bella e completa the next generation. Inutile dire che ho tutti i dvd di entrambe le serie, ma l’episodio di cui parlavo all’inizio è il penultimo della 5° stagione di TNG, dal titolo “una vita per ricominciare”.
In questo episodio l’Enterprise si imbatte in una sonda spaziale di tipo sconosciuto. Quando questa comincia a sondare l’Enterprise, il capitano Picard cade in uno stato simile al coma e improvvisamente sembra risvegliarsi in un’altra vita: adesso è su un pianeta sconosciuto, accudito da una moglie di cui lui non ricorda l’esistenza. Quest’ultima per aiutarlo a ricordare gli da un flauto che lui amava molto suonare… perlomeno in quella vita. In realtà Picard conserva il ricordo della sua astronave e così sul nuovo pianeta si dedica ad osservare il cielo nella speranza che qualcuno torni a riprenderlo. Mentre sull’Enterprise in realtà passano solo pochi minuti, nella nuova vita del capitano passano interi anni. Lo vediamo così invecchiare ed imparare ad amare questa donna e le persone che col tempo conosce. In questo lungo tempo ha anche due figli che amerà come se esistessero davvero. Attraverso le osservazioni del cielo, scopre che la siccità che assilla il pianeta è dovuta al fatto che il sole di quel sistema si sta trasformando in una Nova. Anche la “figlia” di Picard scopre che il loro pianeta è destinato a morire, e il momento in cui lo rivela al padre è forse il più bello della puntata: Picard gli dice che è inutile preoccuparsi di ciò che non possiamo cambiare e che la cosa migliore che possiamo fare è vivere il presente, ovvero “Carpe Diem”, cogliere ogni attimo che la vita ci offre come se fosse sempre l’ultimo. Segretamente però spera di trovare un modo per salvare il pianeta, facendo pressione sull’ amministratore del luogo di evacuare il pianeta, ma questo dice che è una cosa impossibile data la loro arretratezza tecnologica e che la cosa migliore è lasciar vivere alle persone i loro ultimi momenti di vita senza divulgare la notizia, evitando inutili preoccupazioni. Quando alla fine Picard è ormai vecchio e ha perso la moglie da tempo, viene invitato dalla figlia ad assistere al lancio di un missile che però lui ritiene assolutamente inutile. Quando chiede a cosa serva, gli si ripresentano davanti tutte le persone ormai morte e che ha amato in quella vita. Questi gli svelano la verità: quel missile contiene la sonda che incontrerà l’Enterprise, sonda che ha il compito di trasmettere a qualcuno il ricordo della loro civiltà ormai scomparsa da più di mille anni, una sorta di capsula del tempo. Inoltre lo raccomandano di tenere alto il ricordo perché solo in questo modo loro potranno continuare a vivere per sempre. Ultimata la sua missione, la sonda si spegne e Picard si risveglia sull’Enterprise, sentendo già la nostalgia di una vita vissuta solo in sogno. Dopo il recupero della sonda, al suo interno, viene trovata una scatoletta, consegnata poi al capitano, il quale vi trova dentro il flauto che aveva tanto amato in quell’altra vita.
La bellezza di Star Trek sta proprio nel fatto che non è un semplice telefilm di azione, guerre e grandi effetti speciali, ma che in esso la fantascienza è usata solo come pretesto per affrontare temi di grande attualità, questioni etiche e morali e soprattutto per parlare dell’esistenza umana, tutto ciò visto da punti di vista completamente nuovi.
Spero di non avervi annoiato troppo e di essere riuscito a trasmettervi anche solo una piccola parte della mia passione per questo telefilm.
P.S. ho dimenticato di dire che l’immagine d’apertura di questo post è la locandina del nuovo film di Star Trek: sarà l’undicesimo della serie! Si, avete capito bene, ho detto undicesimo, perché, compreso il primo film del ’79, di Star Trek sono stati già realizzati dieci film per il grande schermo. Questo nuovo lungometraggio sarà un prequel, quindi vedremo all’opera l’equipaggio della Serie Classica, solo molto più giovane perché i protagonisti saranno appena usciti dall’Accademia della Flotta Stellare. Il giovane Spock sarà Zachary Quinto, già interprete del protagonista cattivo di “Heroes”, e tra le guest star ci saranno Wynona Ryder e, fiore all’occhiello (perlomeno per gli appassionati), Leonard Nimoy, lo Spock della serie originale. Il film è scritto e diretto da J. J. Abramas, già autore di “Lost”, e spero tanto che questo possa significare sinonimo di qualità. L’uscita, inizialmente prevista per Natale 2008, è stata posticipata a maggio 2009... Intanto io aspetto con fiducia e trepidazione..!
July 20 Viva la Vida or Death All His Friends
Mamma mia, quanto tempo è passato! È da un pezzo che non mi faccio vivo sul blog. In realtà questa mia assenza è dovuta soprattutto a qualche problemino di salute che ultimamente ho dovuto affrontare, e che, fortunatamente!, si è risolto nel migliore dei modi. Dopo sono stato via un mesetto... un po’ di relax al mare era più che meritato dopo un periodo non molto felice. Infine, tornato a casa, avevo completamente perso interesse nel blog, perciò, senza troppo pensarci, ho continuato a trascurarlo.
Adesso mi rifaccio vivo perché un po’ mi dispiace abbandonare del tutto “FantasticaMente”, ma anche perché cerco qualcuno che mi aiuti a tradurre una canzone. Al mare ho comprato il nuovo album dei Coldplay, Viva la Vida or Death All His Friends, di cui mi piace un sacco la canzone Lovers in Japan / Reign Of Love. La canzone in realtà è costituita da due parti ben distinte, non a caso anche il titolo è doppio. Ho provato a trovare le traduzione su internet, ma non ci sono riuscito... e nel caso qualcuno fosse più bravo di me con internet o con l’inglese, be’, diciamo pure che il suo intervento sarebbe molto gradito. Intanto ne riporto qui il testo, poi si vedrà...
Alla prossima! (sperando di non lasciar passare più così tanto tempo)
Lovers
April 21 Technicolor Dreams
titolo: TECHNICOLOR DREAM gruppo: ...A TOYS ORCHESTRA AND IF ONE DAY THE SUN WILL FORGET TO RISE traduziione E SE UN GIORNO IL SOLE DIMENTICASSE DI SORGERE?
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Le mie ultime letture
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